Papilloma virus: il vaccino protegge da tutti e 4 i ceppi

Sanihelp.it - A due mesi dall’arrivo sul mercato del vaccino contro il cancro del collo dell’utero, il Centro Diagnostico Italiano ha istituito un servizio per la vaccinazione contro l’HPV (Human Papilloma Virus), la cui infezione rappresenta la più comune e diffusa tra le malattie a trasmissione sessuale. Il virus è causa del tumore del collo dell’utero, che, in ordine di frequenza, nelle donne è secondo solo al cancro al seno. 

Il vaccino, l’unico contro il cancro del collo utero attualmente in commercio, può essere somministrato a bambini e adolescenti di età compresa tra i 9 e i 15 anni e ad adulti di sesso femminile tra i 16 e 26 anni ed è indicato per la prevenzione del carcinoma del collo dell’utero, per la displasia del collo dell’utero (CIN 2/3) di grado elevato (lesioni precancerose del collo dell’utero), per le lesioni vulvari displastiche (VIN 2/3) di grado elevato (lesioni vulvari precancerose) e per condilomi genitali esterni o interni (acuminati o piani) causati da Papilloma Virus di tipo 6, 11, 16 e 18 (ad alto rischio).
Al momento è in fase di studio un vaccino che copra un arco temporale maggiore, e che possa essere effettuato da donne di età superiore ai 26 anni. 

L’importanza di questo tipo di prevenzione primaria non si limita tuttavia solo alle donne che non sono mai venute a contatto con il virus: se, infatti, una donna è già stata infettata da uno solo dei quattro tipi di virus (6, 11, 16 e 18), vaccinandosi può proteggersi dagli tre ceppi di HPV. 

Il vaccino consiste in tre somministrazioni intramuscolari, da effettuarsi nell’arco di un anno: la seconda a distanza di non oltre due mesi dalla prima e l’ultima tre mesi dopo la seconda.
Presso CDI è possibile prenotare la vaccinazione previo un consulto con uno degli specialisti ginecologi del Centro o unitamente alla visita ginecologica, o in abbinamento al Pap test.


Fonte: CDI