Camminare in acqua: il toccasana dell'estate
 Gambe toniche
Camminare in acqua: il toccasana dell'estate
Addio calzature. La passeggiata in acqua rigenera e rassoda. I consigli del Prof. Antonino Di Pietro (ISPLAD) contro cellulite, pesantezza e gonfiori agli arti.
Sanihelp.it - Gambe pesanti? Caviglie gonfie? Piedi arrossati e doloranti? Mal di testa e nervi a fior di pelle? Il rimedio c’è e, seppur antico, è rivitalizzante: riossigenarsi le estremità con una piacevole e rilassante camminata in acqua.
«Del resto l’effetto fisico della passeggiata in acqua, oltre che defaticante e tonico (anche psicologicamente), si ripercuote positivamente anche su chi soffre di patologie angiologiche (ad esempio venose) e laddove il ritorno linfatico è lento se non bloccato spiega il Professor Antonino Di Pietro (Presidente dell’ISPLAD – International-Italian Society of Plastic-Aesthetic and Oncologic Dermatology)».

L’accostamento delle nostre estremità con l’acqua è di immediato conforto. È questa la prima percezione positiva: la liberazione! Le gambe giocano con l’acqua e la circolazione sanguigna ne trae grande conforto.

Sostiene Di Pietro: «L’acqua rende più leggeri e gli eventuali dolori articolari o vascolari tendono a diventare un lontano ricordo. La passeggiata muove l’acqua che, a sua volta, imprime sulle parti colpite un massaggio dolce e ritmato. Una pressione naturale che risale, impercettibilmente, verso il cuore e poi verso la testa fino a regalare un totale relax ai nostri arti e non solo».

«L’esercizio passeggiata in acqua - prosegue Di Pietro - ha indubbi vantaggi nelle arteriopatie periferiche ma anche dove lo stile di vita non è certo da manuale: sedentarietà o al contrario, lunghi tempi passati in stazione eretta, sovrappeso (non importa se fisiologico o legato ad una cattiva alimentazione), cambiamenti fisiologici ormonali. In tutti questi casi, i nostri arti inferiori diventano pesanti e compaiono antiestetici capillari (teleangectasie) con conseguenze assai antipatiche.Tra queste la panniculopatia edemato-fibrosclerotica, altrimenti conosciuta dai più con il nome di cellulite».

«Se camminare – conclude Di Pietro - è la forma migliore di attivazione della pompa venosa, camminare in acqua vuol dire effettuare una compressione esterna assai salutare. Il massaggio costante e dolce, abbinato ad un lento ma maggior lavoro muscolare, in aggiunta ad un minor peso del corpo sulle articolazioni, è il modo ottimale per prendersi cura delle proprie gambe».

Sanihelp.it
di Alessandro Andreazza
Sanihelp.it

Iscriviti al servizio Alert
Iscriviti al servizio MSN Benessere Alert