Un calendario di esami per tutte le età
Per mettere in atto uno screening efficace contro l’insorgenza di tumori femminili bisogna cominciare presto. Sanihelp.it ha stilato un calendario di esami suddivisi per fasce d’età.
Sanihelp.it - Ormai è appurato: per scoprire e curare per tempo i tumori alla mammella è fondamentale sottoporsi periodicamente a una serie di esami di routine, già a partire dai 18 anni.
Questi test permettono di salvaguardare la salute della donna dall’insorgenza di tumori non solo al seno, ma anche all’utero, e di altre malattie quali la trombosi.
Ma quali sono gli esami da fare alle varie età? E ogni quanto è opportuno ripetere i controlli?
18 ANNI: è l'età in cui generalmente si colloca l’inizio dell’attività sessuale.
Essi hanno però un peso diverso a seconda che siano isolati o associati tra loro. Inoltre una donna in età fertile non fumatrice è più protetta, grazie agli ormoni estrogeni, del maschio della stessa età.
Queste però sono sempre indicazioni di massima: possono ben esserci quarantenni il cui seno è piccolo o comunque con caratteristiche tali da non inficiare il risultato dell'esame.
E poi è bene tenere presente che quando si parla di screening di massa si allude all'opportunità per il servizio sanitario di investire in questo senso, mentre per la singola donna il discorso è diverso: visti anche i costi non proibitivi, in caso di dubbi o anche soltanto di timori rivolgersi al ginecologo per eventualmente sottoporsi all'esame è sempre un'ottima cosa.
50 ANNI: ci si avvicina alla menopausa: bisogna individuare singolarmente i "pro" (diminuzione del rischio di osteoporosi) e i "contro" (aumento del rischio tromboembolico e di carcinoma mammario) della terapia ormonale sostitutiva.
Questi test permettono di salvaguardare la salute della donna dall’insorgenza di tumori non solo al seno, ma anche all’utero, e di altre malattie quali la trombosi.
Ma quali sono gli esami da fare alle varie età? E ogni quanto è opportuno ripetere i controlli?
18 ANNI: è l'età in cui generalmente si colloca l’inizio dell’attività sessuale.
- Contraccezione: in presenza di storia familiare positiva per eventi trombotici, oltre ai comuni esami "per pillola", sarebbe opportuno fare uno screening per trombofilia prima di iniziare l’assunzione di estroprogestinici, la cui principale controindicazione è appunto legato all’aumento del rischio tromboembolico.
L'esame non è di routine, infatti è costoso e sono pochi i laboratori in grado di eseguirlo. - Pap test: è il test di screening del carcinoma del collo dell’utero che viene effettuato con un prelievo di tessuto, successivamente esaminato.
Va eseguito solo dopo che è iniziata l’attività sessuale in quanto il cancro del collo dell’utero è da considerarsi malattia sessualmente trasmessa. Per questo l'esame va ripetuto con frequenza maggiore quanto maggiore è il numero di partner della donna.
- Vaccinazione antirosolia: va eseguita solo se non è già stata fatta in età pediatrica e se è stata riscontrata una negatività anticorpale nel test preliminare.
- Screening per talassemia minor: da fare solo se non già eseguito.
Essi hanno però un peso diverso a seconda che siano isolati o associati tra loro. Inoltre una donna in età fertile non fumatrice è più protetta, grazie agli ormoni estrogeni, del maschio della stessa età.
- Ogni sei mesi: misurazione PA (pressione arteriosa)
- ogni due anni: morfologico, sideremia, creatinemia, esame urine, GOT, GPT, CPK, uricemia
- ogni tre anni: assetto lipidico (colesterolo LDL < 130; colesterolo HDL > 45; colesterolo totale: valori normali fino a 180 e trigliceridi < 100) e glicemia
- ogni quattro anni: elettrocardiogramma, anche da sforzo in caso di attività sportiva
- mammografia: si può iniziare dai 40 ai 50 anni, l’intervallo è annuale superati i 50 anni.
Queste però sono sempre indicazioni di massima: possono ben esserci quarantenni il cui seno è piccolo o comunque con caratteristiche tali da non inficiare il risultato dell'esame.
E poi è bene tenere presente che quando si parla di screening di massa si allude all'opportunità per il servizio sanitario di investire in questo senso, mentre per la singola donna il discorso è diverso: visti anche i costi non proibitivi, in caso di dubbi o anche soltanto di timori rivolgersi al ginecologo per eventualmente sottoporsi all'esame è sempre un'ottima cosa.
50 ANNI: ci si avvicina alla menopausa: bisogna individuare singolarmente i "pro" (diminuzione del rischio di osteoporosi) e i "contro" (aumento del rischio tromboembolico e di carcinoma mammario) della terapia ormonale sostitutiva.
- Ogni anno: mammografia
- ogni 4 mesi: misurazione PA
- ogni anno: assetto lipidico, glicemia e MOC (la necessità di questo esame è legata a fattori di rischio individuali quali la familiarità con la patologia, il fumo, la vita sedentaria, l’obesità, certi farmaci e determinate patologie)
- ogni due anni: elettrocardiogramma (anche da sforzo in caso di attività sportiva), morfologico, creatinemia, esame urine, GOT, GPT, CPK, uricemia.
- Ecocardiogramma, ecografia addome e ecografia carotidea: da farsi solo in presenza di fattori di rischio.
- ogni anno: mammografia
- ogni due mesi: misurazione PA
- ogni anno: elettrocardiogramma (anche da sforzo in caso di attività sportiva) e MOC
- ogni due anni: assetto lipidico, morfologico, creatinemia, esame urine, GOT, GPT, CPK, uricemia
- ogni tre anni: ecocardiogramma, ecografia addome ed ecodoppler carotideo.
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