Condilomi, questi sconosciuti
 
Condilomi, questi sconosciuti
Piccole ma insidiose, nascoste e perciò ancora più pericolose: sono le verruche "a cresta di gallo" conosciute con il nome di condilomi. Mai sentito parlarne? Leggi qui.
Sanihelp.it - I condilomi acuminati o creste di gallo sono particolari forme di verruche provocate dal Papilloma virus, un parassita che ha un tempo di incubazione che va dai tre ai sei mesi.

Le creste di gallo, così definite per la caratteristica forma delle escrescenze, carnose e frastagliate, spesso sono asintomatiche e talmente piccole da non essere viste. Il virus può rimanere nascosto nelle mucose vaginali senza dare alcun sintomo per circa due mesi, per questo motivo la donna può trasmetterlo inconsapevolmente al partner.

Nell'apparato femminile i condilomi si localizzano sulla vulva, nella vagina e nella cervice e sono spesso molto dolorose, mentre nell'uomo possono trovare posizione sul glande, sul prepuzio e sul corpo del pene e difficilmente arrecano dolore.

L'infezione non va assolutamente trascurata in quanto vi è una stretta relazione tra il Papilloma virus e il tumore della cervice uterina. Fondamentale quindi la prevenzione; i consigli sono quelli validi per tutte le infezioni della sfera genitale: evitare comportamenti sessuali a rischio, usare le dovute precauzioni, seguire una corretta igiene intima e sottoporsi regolarmente al pap-test.

Una diagnosi immediata dell'infezione porta a una guarigione completa. In assenza di sintomi specifici, nella donna la diagnosi può essere fatta mediante il pap-test o la colposcopia, uno strumento che permette di osservare l'utero ingrossato, mentre nell'uomo può risultare utile il test dell'acido acetico, una sostanza che, spalmata sul pene, è in grado di mettere in evidenza le piccole lesioni.

Per eliminare le escrescenze è necessario utilizzare pomate a base di podofillina o imiquimod, da stendere all'interno della vagina; se invece le verruche sono ingrossate e di forma granulare, occorre asportarle ambulatoriamente con la crioterapia o con il laser.

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di Redazione Sanihelp.it
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